giovedì 26 febbraio 2015

Un'insurrezione in un regime fantapolitico

Uno scenario immaginario di insurrezione identitaria

In uno scenario fantapolitico....

Immaginiamo di essere in uno scenario fantapolitico in cui i dissidenti che non si identificano più con la democrazia centralista  dell’Unione Europea vogliano manifestare per opporsi al regime totalitario liberista europeo.
Facciamo finta che siano persino sostenuti da alcuni politici locali che vorrebbero difendere la loro sovranità nazionale o il loro diritto alla secessione. Mettiamo anche che questi identitari-nazionalisti siano  sostenuti persino dal loro corpo di polizia nazionale e , quindi, le loro rivolte siano legittime. Immaginiamo che ,essendo fastidiosi  all'Unione Europea, debbano venir repressi da un ipotetico corpo di giustizia sovra-nazionale che non deve sottostare alle leggi delle singole nazioni.
Un'armata di agenti che fa'capo ad un governo centrale europeo non dovrebbe più rispettare il codice penale e legislativo delle nazioni in cui opera, quindi può reprimere i moti rivoluzionari come meglio crede.
Immaginiamo ora che i ribelli identitari vogliano coordinarsi in milizie spontanee per difendere la propria terra ed i propri valori e che, come le camicie verdi padane, vengano fermati e messi in galera, ma non più dalla polizia nazionale, bensì proprio dall'immaginario corpo di super-polizia europea. 

Quindi, in un’ipotetica democrazia totalitaria che vuole detenere il monopolio della violenza, gli eventuali dissidenti potrebbero trovare degli “escamotage” legali per potersi armare legalmente ed auto-difendere.

Come i dissidenti potrebbero opporsi al regime

Un metodo per opporre una  resistenza armata ed organizzata ad un'ipotetico corpo militare sovra-nazionale, con sede legislativa nel cuore dell'Europa,  potrebbe essere quello di creare una rete di aziende di formazione per body-guards o contractors. Tale idea, impensabile nella realtà, nemmeno in  Svizzera potrebbe aver luogo perchè nel 2013 le aziende private di formazione per mercenari sono state messe fuori legge.

Negli ultimi decenni ben 17 paesi europei hanno abolito il servizio militare obbligatorio, quindi si può presumere che in ipotetico futuro gli abitanti di un'immaginaria Europa totalitaria siano sempre meno capaci di manipolare le armi.

 La maggioranza degli eserciti occidentali di oggi sono composti da militari professionisti, mentre i cittadini medi non  sono nemmeno in grado di distinguere una Glock da una Beretta e non hanno la più pallida idea di come compiere il movimento di carica di un fucile.
In uno scenario fantapolitico in cui un popolo disarmato  che non è in grado di difendersi  da solo da una  minaccia ( es. islamica) dovrebbe comunque far affidamento all'Esercito sovra-nazionale con sede legislativa aldifuori della sua nazione. Perciò, il popolo che si sente leso nella sua sovranità nazionale,  al fine di non infrangere leggi sul disarmo emanate da enti sovra-nazionali ( che non rispettano la sovranità e l’autodeterminazione dei popoli) ogni singolo cittadino dovrebbe essere in grado di garantirsi da solo un'istruzione basilare sulla alla legittima difesa.

Dato che, in questo mondo fan tapolitico  le organizzazioni di privati/ società/ organizzazione politiche  che mirano ad insegnare le tecniche della legittima difesa armata ai cittadini, sono state vietate, è importante che i singoli individui provvedano alla loro stessa formazione bellica.

Costruire un’esercito a schema piramidale di identitari, indipendentisti o semplici cittadini che hanno a cuore la loro sovranità nazionale, in questo scenario totalitario, impossibile. Per raggirare questo noioso ostacolo burocratico, al fine di evitare di finire in prigione come le vecchiette che in veneto hanno costruito per gioco il famigerato “ tanko”, gli ipotetici dissidenti non dovrebbero  sconfinare oltre al “politically-correct” ed alla legalità.

I dissidenti potrebbero lasciar emergere spontaneamente un esercito non-convenzionale senza mai infrangere la legge

In questo scenario fantapolitico in cui vi è la necessità di fare un'insurrezione armata bisognerebbe creare una rete “a stella marina” tra diversi gruppi uniti da valori ed ideologie affini.

 Queste persone in grado di autodifendersi non avrebbero bisogno di una divisa: Un'  ideologia comune già basterebbe a tenerli uniti.

 La teoria del caos, ben studiata presso al Pentagono, insegna che un movimento di offesa/difesa, come può essere quello dell’Isis, quando “scatta” poi si propaga poi con un effetto domino.  Un eventuale organizzazione rivoluzionaria, per creare disordine su larga scala, dovrebbe agire in modo molto semplice: I micro-gruppi simpatizzandi e sparsi per il territorio dovrebbero organizzare corsi di autodifesa tra amici e proporre attività ludiche e sportive “ da guerra”.  Se un rivoluzionario dissidente facesse parte di un gruppo di giovani studenti universitari potrebbe proporre gite al poligono della sua città, al fine di avvicinare i suoi "accoliti" al mondo delle armi. Se avesse tempo e voglia, potrebbe iniziare a seguire corsi di caccia con alcuni amici, o portare la sua combriccola a farsi due risate a Paint Ball o soft air.

Le forze dell'ordine non dovrebbero sottovalutate questo modello ludico di auto-istruzione militare: è riconosciuto come vincente da tutte le accademie esperte in strategie di quarta generazione e terrorismo. I sobillatori, pagati dal pentagono o stipendiati dal Mossad, per formare i cosiddetti” terroristi” usano proprio questi sistemi apparentemente innocenti.¨

L'arte dell'insurrezione è quella di dissimulare la formazione del soldato con quella dell'attività ludica dell'innoquo cittadino.

Armarsi rispettando la legalità e la morale
In italia il porto d'armi per uso sportivo è una licenza rilasciata dal questore, che consente di esercitare il tiro a volo e il tiro a segno. La licenza ha una validità di 6 anni e viene rilasciata dopo circa 90 giorni dalla richiesta. Inoltre è possibile chiedere il porto d’armi per legittima difesa semplicemente compilando questo modulo e  facendo un colloquio col prefetto. Qui si trovano tutte le informazioni ed il modulo da compilare. http://www.poliziadistato.it/articolo/view/308/, dopodiché si ha la possibilità di tenere l’arma carica nel cruscotto per difendervi da un eventuale aggressore islamico armato di machete.  Un'arma  è pericolosa, quindi sarebbe utile almeno una volta all'anno seguire un corso di tiro, sia di precisione che dinamico. Purtroppo, in un momento di grande stress, maneggiare con cura un'arma senza sufficiente allenamento è difficile e si rischia sempre di ferire delle persone.

Come l'Unione Europea dovrebbe difendersi dagli attacchi:
 Il parlamento europeo sovra-nazionale,  per evitare la nascita di gruppi armati rivoltosi, dovrebbe semplicemente rendere illegale il porto d'armi per tutti e dappertutto e bandire ogni forma di addestramento militare in tutte le nazioni in nome dell'Amore. Inoltre dovrebbe sciogliere i corpi di polizia/carabinieri/militari per creare degli organi di difesa e protezione dei cittadini esclusivamente Europei e sovranazionali.

Come un politico del Wisconsin, a favore del porto d'armi, potrebbe argomentare se gli venisse imposto dall’alto di disarmare i suoi cittadini:


"Anche anche i più grandi strateghi contemporanei ed i grandi sociologi militari come Tibor Szvircsev Tresch o John Boyd sono a favore  dell’armare il popolo. Frans P.B.Osinga, allievo  di John  Boy, aviatore americano e consulente del pentagono, nel celebre libro “ L’arte della guerra di Boyd”, tramite la teoria del caos, dimostra come il cittadino-soldato facente parte di un sistema complesso è, a lungo termine, garante di stabilità e sicurezza. Nella sua “ Wrap up”( la conclusione) afferma che “ colui che ha la volontà è in grado di prendere iniziativa nello sfruttare varietà, rapidità e armonia – come premessa per da vita e adattarsi a cambiamenti di ritmo e di schema più distinti o più irregolari e più veloci e anche per ridefinire il punto di applicazione e la direzione dello sforzo-riesce a sopravvivere e dominare. John Boyd,appassionato di scienza e filosofia, è stato il più grande stratega di guerra  dei tempi moderni e  prestò servizio presso la 4°divisione meccanizzata di stanza a Fort carson come pilota di caccia. La sua “arte della guerra” è radicalmente diversa da quella di Sun Tzu, Machiavelli e e Clausewitz: loro vedevano i conflitti come dei confronti circa simmetrici tra eserciti. Boyd, invece, analizza  la guerra come se fosse un’organismo vivo, imprevedibile ed ad alta complessità. Questa scuola di strategia  detta “organica” vede la guerra non più come un conflitto semplice tra parti, ma come una serie di tensioni sempre presente in tutte le società che compongono la pluralità del mondo. È per questo che, come anche ribadisce Mark Duffield in “ Guerre Post-moderne”, oggigiorno è necessario staccarsi dalla vetusta visione del soldato in divisa. Di fatto, un un’epoca in cui tutto è stato de-costruito, anche la figura del cittadino e del soldato vanno frammentate per essere riunite in un singolo individuo. Secondo Clausewitz il soldato che si fa'massacrare è una pedina della politica, mentre le teorie moderne, da Bernard Wicht a Luttwak,  affermano che nelle rete sociale ad elevato tasso d’interconnessioni il cittadino-soldato stesso può influenzare il destino politico di una nazione.  Dato che la guerra non è un'appendice sterile della politica ma ne è parte viva, essa può essere "ammansita" ed inglobata nel vivere quotidiano per garantire la pace. Concludo con un'estrattro tratto da " L'arte della Guerra di boyd": Colui  che non ha Volontà – intesa come potenza data dall’essere armati-  non è in grado di prendere l’iniziativa di difendersi ed è destinato ad essere travolto o a sopravvivere per essere dominato, anziché combattere per la propria affermazione ed identità."

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