mercoledì 3 settembre 2014

La cioccolata si sta estinguendo

La cioccolata svizzera all’estero ha un valore semantico molto forte, e, per quanto ingenuo possa sembrare, è un simbolo che, al pari d’una bandiera o d’una croce, va difeso. Per il filosofo francese Derridà, sommo teorico della decostruzione, il simbolo è solo un mezzo che rimanda ad un altro concetto e può esser sostituito da qualsiasi altro grafema o oggetto. Ma la cioccolata , col suo esser dolce ma anche dura e decisa là dove serve, rischia l’estinzione, e non solo metaforicamente. Ed inoltre, con l’incombente egemonia di Bruxelles, se il popolo non si impegna ad esercitare il suo diritto alla sovranità, anche il “concetto fondamentale” del Paese rischierà di sciogliersi come una pralina al sole. È necessario salvare i simboli ed i contenuti per perpetuare la nostra esistenza.
Nel giro di vent’anni una tavoletta di cioccolata potrebbe costare dai 15 ai 30 franchi, e tra 50 anni potrebbe estinguersi del tutto. Dal 2006 al 2012 il prezzo del cioccolato è più che raddoppiato. Questa notizia sconvolgente è stata diffusa Cocoa Research Association, ma i media paiono tacere a riguardo. Di chi è la colpa? D’un sistema economico mondiale le cui basi sono prive di riguardo nei confronti dell’Uomo e dell’ambiente in cui vive. Infatti la pianta del cacao cresce solo a precise latitudini ed esclusivamente nel delicato ecosistema della foresta pluviale amazzonica, che sta venendo disboscata ad un ritmo allucinante. Ma la colpa non è solo del produttore: Complice della distruzione dei valori, complice d’una cattiva globalizzazione è anche il compratore. Infatti, molti cittadini svizzeri, anzichè comprare prodotti decenti, preferiscono favorire merce scadente a prezzo stracciato la cui provenienza è remota e non lascia la possibilità di informarsi sui metodi di produzione. Esistono inoltre grandi marchi, come quello della nutella (povere budella), che andrebbero evitati in favore di alternative migliori, proposte dalle cooperative locali. Ottime e celebri marche svizzere sono Alprose, con sede a Caslano, o al Cioccolata Stella, con sede a Giubiasco. Quando si fa’la spesa bisogna pensare a dove andranno i soldi: A favorire l’impresa del vicino di casa, o a ingrassare maiali già obesi dall’altra parte del mondo?
In Amazzonia i piccoli coltivatori di cacao lavorano come schiavi per le grosse industrie internazionali. Vengono pagati 80 centesimi al giorno(tra l’afa e le zanzare!), e diventano una facile preda per le multinazionali di Biogas, di soya e mais geneticamente modificato. Quando poi si rendono conto di esser sfruttati, saltano sulla prima nave che passa e vengono a colonizzare l’europa, illudendosi di trovare lavoro, che già scarseggia per noi. È un circolo vizioso. Insomma, è importante prestare attenzione ai prodotti che si comprano perchè, facendo scelte sbagliate, NOI ne determiniamo l’ estinzione o, peggio ancora, la loro inflazione su scala globale. Bisognerebbe cercare di comprare merce la cui provenienza è certificata da un marchio eco-compatibile e possibilmente a KM 0. Se noi svizzeri, che manco c’abbiam le piante di cacao, siamo riconosciuti in tutto il mondo (anche) per la cioccolata è perchè puntiamo alla qualità e non alla quantità. E dobbiamo continuare a far così, in tutti i settori, per evitare la spietata concorrenza dei colossi economici circostanti.
La Mars Inc., multinazionale che invece mira d una produzione quantitativa, desiderosa di conquistare un mondo comunista di compratori obesi e mediocri ha escogitato un piano geniale: Modificare geneticamente la pianta del cacao per farla sopravvivere in ambienti che le sarebbero per natura inadeguati e coltivare ovunque.
Sarebbe come veder spuntare noci di cocco sul San Gottardo. È una porcata! È innaturale far crescere piante in ambienti non loro. Inserire una palma tra gli abeti e pretendere che sia una cosa naturale è pura ipocrisia. Ma, se dirlo è una grande Lobby, Bruxelles o una multinazionale, tutti ci credono. Ogni essere vivente ha delle radici territoriali inviolabili e sacro sante. Eppure, in uno scenario economico-politico dominato da tiranni neo-maoisti, come la Coca-cola, che vogliono livellare tutte le preziose differenze culturali, ciò non viene detto.
Liliane Tami

http://www.mattinonline.ch/la-cioccolata-svizzera-si-sta-estinguendo/

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